
Con la firma del decreto attuativo del 4 maggio 2026 da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'Iper Ammortamento 2026/2028 entra finalmente nella sua fase operativa. Il provvedimento definisce infatti le modalità di accesso alla misura, i requisiti tecnici richiesti e gli adempimenti necessari per poter beneficiare dell'agevolazione fiscale prevista per gli investimenti in beni strumentali 4.0 e per i progetti legati all'autoproduzione energetica da fonti rinnovabili.
Il testo introduce diversi chiarimenti rispetto alle bozze circolate nei mesi scorsi e conferma un impianto procedurale più articolato rispetto al passato. Prima della piena operatività della misura sarà comunque necessario attendere il completamento dell'iter presso la Corte dei Conti, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e le successive linee operative che disciplineranno l'apertura della piattaforma per la prenotazione delle risorse.
Uno degli aspetti che ha attirato maggiore attenzione riguarda il perimetro degli investimenti agevolabili. Il decreto definitivo, infatti, non conferma l'inclusione dei software in modalità cloud/SaaS inizialmente prevista nelle bozze preliminari, escludendo quindi le soluzioni erogate tramite canone di abbonamento. Restano invece agevolabili gli investimenti in beni materiali e immateriali 4.0 interconnessi, oltre agli investimenti finalizzati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all'autoconsumo.
Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici, il decreto mantiene la territorialità europea esclusivamente per i moduli destinati all'autoproduzione energetica, mentre non introduce vincoli territoriali europei con riferimento alla provenienza dei beni strumentali oggetto di investimento.
Un altro elemento particolarmente rilevante riguarda il rafforzamento degli obblighi documentali richiesti alle imprese. La perizia tecnica asseverata diventa infatti obbligatoria per tutti gli investimenti, eliminando la possibilità di autodichiarazione precedentemente ammessa per gli investimenti di minore importo. La documentazione dovrà essere predisposta da ingegneri, periti industriali o enti certificatori accreditati, ai fini della verifica dei requisiti tecnici previsti dalla normativa e dell'interconnessione dei beni.
Resta inoltre obbligatoria la certificazione contabile dei costi sostenuti da parte di un revisore legale indipendente, con spese agevolabili fino a € 5.000.
Anche dal punto di vista operativo il decreto introduce un sistema di gestione più strutturato rispetto alle precedenti edizioni della misura. Alle tre comunicazioni già previste sul Portale GSE – preventiva, conferma dell'investimento e completamento – si aggiungono ulteriori comunicazioni annuali di monitoraggio relative alla fruizione del beneficio e alle quote annuali di agevolazione utilizzate.
Si tratta di un'impostazione che comporterà inevitabilmente un incremento delle attività amministrative, documentali e di coordinamento richieste alle imprese beneficiarie, sia nella fase iniziale di accesso all'agevolazione sia durante il successivo periodo di monitoraggio previsto dal GSE.
Le novità introdotte dal decreto rendono quindi ancora più importante pianificare con attenzione gli investimenti e predisporre correttamente tutta la documentazione tecnica e amministrativa necessaria per l'accesso alla misura. La gestione preventiva degli adempimenti e il coordinamento tra impresa, consulenti tecnici, revisori e fornitori saranno infatti elementi fondamentali per accedere correttamente al beneficio ed evitare criticità durante le fasi di controllo e monitoraggio.